Contenuti per adulti
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Ti guardo
Ti cerco
Nei lineamenti a me cari e noti
E non ti trovo
Dove sei finito mai
Ti chiamo
Colla voce flebìl e sicura d’un tempo
-Certa di parlare al tuo cuore
Che batte unisono col mio
Come gemelli simillimi
Sì distanti pur sincroni, complici-
Noi siamo
Zampilli sfrenati
D’una stessa e sola fonte
E ci riconosciamo
-Anime eguali e riflesse-
Nel marasma del dì
Nel silenzio immobile,
della notte
Ci apparteniamo
Seguo fiduciosa
Il passaggio labirintico
sussurrato piano
Dai connotati tuoi, di seta
L’effige
-adorata e dolce-
che indossi
m'attende quando il giorno sfuma
mi fa sperare nell’alba, una volta ancora
Di nuovo ti scruto
E m’inebrio
Della luce sferzante ch’ora sei:
Riuscito trionfo di progetti e sogni
Sei immenso e non sai
Sei meraviglia
-Pur grigio, smunto
Un alone appanna e sfuma
La beltà che porti in giro
-Mantello sicuro che t’avvolge sempre-
Pur la trascini, ti trascini
Mollemente, con gambe malsicure,
incedi
Sei luce ma ìmpera in te
l’oscuro
Sei tanto e non t’accorgi
Sei miraggio e ti rinneghi
Urli, al fin
e ti pare attorno sian sordi tutti
prede spacciate d’ottusità ferina
“Bastano, poi”
-Ti chiedi straziato
“Bel viso e cravattino asfissiante?
-ogne dì di questa vita
Che n’é altro che un fotogramma,
logorroico e sempre eguale-
Che me ne faccio dell’immagine mia? E della voce?
Che ne faccio, infin, di me?”
Vuoi scavar a fondo ma temi la tenebra
Vuoi toccar la radice
Ma le mani -loro- tremano
“Dove si nasconde la Verità puttana?”
-ti domandi
“Mi trastullo e sazio tra vanità e vacui elogi
Ma può ciò soltanto bastarmi?
O c’è altro di me ch’ancor non so
E n’oso scoprir un poco?
Devo forse addentrarmi negli abissi che m'abitano?
-o meglio fagocitano-
Devo spogliarmi, denudarmi?
Devo quindi spolpare o scarnificare quest’ego tronfio e pieno
Devo forse guardarmi,
per davvero? ”
Questo il non detto che trasuda e sbraita
-In te, oltre te, nonostante te
A che serve allora il sorriso?
Contentino mesto per non addolorare i più
Biglietto di sola andata per un avvenir mediocre
che batte’l tracciato fangoso e opaco
quello di chi s’accontenta e more
-un passo dopo l’altro
cieco e fatidico-
Non sai, non hai mai saputo
rispondere o perlomeno favellare
non sai che storia inventare
Poi il colpo fatale, l’ultimo:
“ dov’é , infine
il Fuoco?”
-Ti chiedi
E tutto, intorno, tace