Ti guardo, ti cerco

scritto da Iole
Scritto 24 ore fa • Pubblicato 8 ore fa • Revisionato 8 ore fa
0 0 0

Autore del testo

Immagine di Iole
Autore del testo Iole

Testo: Ti guardo, ti cerco
di Iole

Ti guardo 
Ti cerco
Nei lineamenti a me cari e noti
E non ti trovo
Dove sei finito mai 
Ti chiamo
Colla voce flebìl e sicura d’un tempo
-Certa di parlare al tuo cuore 
Che batte unisono col mio
Come gemelli simillimi 
Sì distanti pur sincroni, complici-
Noi siamo
Zampilli sfrenati 
D’una stessa e sola fonte 
E ci riconosciamo
-Anime eguali e riflesse-
Nel marasma del dì
Nel silenzio immobile,
della notte
Ci apparteniamo 

Seguo fiduciosa
Il passaggio labirintico   
sussurrato piano
Dai  connotati tuoi, di seta
L’effige  
-adorata e dolce-
che indossi
m'attende quando il giorno sfuma 
mi fa sperare nell’alba, una volta ancora  
 

Di nuovo ti scruto 
E m’inebrio
Della luce sferzante ch’ora sei:
Riuscito trionfo di progetti e sogni 
Sei immenso e non sai
Sei meraviglia
-Pur grigio, smunto 
Un alone appanna e sfuma
La beltà che porti in giro
-Mantello sicuro che t’avvolge sempre-
Pur la trascini, ti trascini
Mollemente, con gambe malsicure,
incedi
Sei luce ma ìmpera in te 
l’oscuro

Sei tanto e non t’accorgi
Sei miraggio e ti rinneghi
Urli, al fin
e ti pare attorno sian sordi tutti
prede spacciate d’ottusità ferina
“Bastano, poi”
-Ti chiedi straziato
“Bel viso e cravattino asfissiante?
 -ogne dì di questa vita
Che n’é altro che un fotogramma,
logorroico e sempre eguale-
Che me ne faccio dell’immagine mia? E della voce?
Che ne faccio, infin, di me?”

Vuoi scavar a fondo ma temi la tenebra
Vuoi toccar la radice
Ma le mani -loro- tremano

“Dove si nasconde la Verità puttana?”
-ti domandi
“Mi trastullo e sazio tra vanità e vacui elogi
Ma può ciò soltanto bastarmi?
O c’è altro di me ch’ancor non so 
E n’oso scoprir un poco?
Devo forse addentrarmi negli abissi che m'abitano?
-o meglio fagocitano-
Devo spogliarmi, denudarmi?
Devo quindi spolpare o scarnificare quest’ego tronfio e pieno
Devo forse guardarmi,
per davvero? ”

Questo il non detto che trasuda e sbraita 
-In te, oltre te, nonostante te
A che serve allora il sorriso?
Contentino mesto per non addolorare i più 
Biglietto di sola andata per un avvenir mediocre
che batte’l tracciato fangoso e opaco
quello di chi s’accontenta e more
-un passo dopo l’altro 
cieco e fatidico- 

Non sai, non hai mai saputo
rispondere o perlomeno favellare
non sai che storia inventare
Poi il colpo fatale, l’ultimo:
“ dov’é , infine 
il Fuoco?”
-Ti chiedi
E tutto, intorno, tace 


 

Ti guardo, ti cerco testo di Iole
6

Suggeriti da Iole


Alcuni articoli dal suo scaffale
Vai allo scaffale di Iole